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un blog snob per una buona causa

La Cosa Berlusconi

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di W.E.
Einaudi non pubblicherà l’ultima opera di Saramago O caderno, raccolta di saggi politici e letterari dal blog del premio nobel portoghese, perché contiene critiche a dir poco severe al primo ministro italiano – la raccolta sarà pubblicata da Bollati Boringhieri.
Riporto per esteso un estratto da questa raccolta, pubblicato su El Pais:

Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa che assomiglia pericolosamente a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un conato di vomito profondo non riuscirà a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrompere le loro vene e per squassare il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondamentali della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dai piedi appiccicosi della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolica per abusare delle parole, sconvolgendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, come si chiama il partito con il quale ha preso d’assalto il potere. L’ho chiamato delinquente, questa cosa, e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una valenza negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. Per tradurre in forma chiara ed efficace ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli dà abitualmente, sebbene si possa avanzare più di un dubbio che Dante qualche volta lo abbia usato. Delinquere, nel mio portoghese, significa, secondo i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o ai precetti morali”. La definizione combacia con la cosa Berlusconi senza una ruga, senza un tirante, fino al punto da assomigliare più a una seconda pelle che ai vestiti che si mette addosso. Da anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia, ma sempre dimostrata, gravità. Per colmo, non è che disobbedisca alle leggi, ma, peggio ancora, le fa fabbricare a salvaguardia dei suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnante di minori, e in quanto ai precetti morali non vale neppure la pena parlarne, non c’è chi non sappia in Italia e nel mondo intero che la cosa Berlusconi da molto tempo è caduta nella più completa abiezione. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte per servirgli da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui vengono trascinati i valori di libertà e dignità che permearono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale dell’Europa e degli europei. Questo è ciò che la cosa Berlusconi vuole gettare nel bidone della spazzatura della Storia. Gli italiani, alla fine, lo permetteranno?

Written by w.e.

Giugno 7, 2009 alle 10:57 pm

Pubblicato in Arte

Senza parole

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di W.E.
….

Written by w.e.

Aprile 22, 2009 alle 11:31 am

Gran Torino

con un commento

di W.E.

locandina gran torino

Il ghigno di Walt, alla morte della moglie, diventa ancora più rabbioso, le sue parole e il suo sguardo più taglienti, le sue rughe più profonde. Non c’è più nessuno, tranne Daisy, cane fedele e innocuo, che riesce a comprendere e a stare vicino a questo reduce della guerra in Corea, ex dipendente della Ford, che vive ormai solo in uno dei quartieri più malfamati della città. Il rapporto con i figli e i nipoti è presseoché inesistente e si muove su maglie sbagliate, e la corazza di Walt sembra imprenetrabile, finché si troverà suo malgrado a difendere e a conoscere due ragazzi asiatici di etnia Hmong, fratello e sorella, che gli vivono accanto con la loro famiglia.
Gran Torino è bellissimo.
Eastwood parla di odio, amore, accettazione, colpa, perdono, vita e morte con una maestria incredibile. L’umanità di Walt, inabissata nei sui ricordi più neri e incancellabili, emerge nella scena finale, incontrando la giustezza di un atto che è insieme un vero atto di valore e di espiazione.

Written by w.e.

Marzo 15, 2009 alle 6:59 pm

Pubblicato in Cinema

Valzer con Bashir

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di W.E.

locandina valzer con bashir
Finalmente vedo Valzer con Bashir, dopo averne sentito parlare a lungo. Ari Folman, regista israeliano, è testimone nell’82 del massacro di Sabra a Shatila. In quell’anno ha soli 19 anni e fa parte dell’esercito israeliano di stanza in Libano. Da questa esperienza prende spunto il suo film d’animazione, in cui egli stesso è protagonista alla ricerca del suo passato di giovane soldato, di cui non ricorda nulla. Per riportare alla memoria ciò che è stato rimosso intervista amici e conoscenti che in quegli anni hanno condiviso con lui l’orrore della guerra.
La scelta di usare l’animazione, e la modalità progressiva delle scoperte di Folman attraverso una forme di narrazione onirica (la maggior parte dei ricordi si riaffaccia attraverso sogni da decifrare), danno al film un’aria sospesa e malinconica, in cui irrompono con violenza i fatti realmente accaduti in Libano in quegli anni. Paradossalmente, il disegno rende gli eventi quasi più reali di come potrebbe fare una finzione cinematografica tradizionale, e nel contempo – improvvisamente – le immagini e i video di repertorio sul massacro dell’intero campo profughi di Sabra e Shatila spezzano definitivamente l’oblio del sogno e del tratto figurato: l’uomo è davvero capace di fare quello che ha fatto. Tutto è reale, realmente accaduto.
I riferimenti alle responsabilità dell’eccidio sono laterali, quasi ininfluenti: l’orrore è tale che la colpa e il peso (ma anche il dovere) della memoria diventano collettive e coinvolgono l’intera umanità.

Fast-wiki:
Il 16 settembre 1982, a seguito dell’assassinio del neo eletto presidente Bashir Gemayel, le milizie cristiano-falangiste entrarono a Sabra e Shatila e uccisero centinaia di civili (la stima, che non è mai stata accertata, va dai 460 ai 3500 morti a seconda della fonte) sotto gli occhi delle forze israeliane appostate ai confini dei campi.
Nonostante Elie Hobeika sia stato identificato come mandante del massacro, sembrano evidenti le responsabilità e l’implicazione di Ariel Sharon, allora ministro della giustizia, e di altri vertici politici internazionali – come lo stesso Elie Hobeika minacciava di rivelare di fronte alla Corte di Cassazione belga prima di essere assassinato nel 2002. La Corte di Cassazione aveva aperto nel 2001 il processo su Sabra e Shatila in base alla legge del 1993 che assegna competenza universale ai tribunali belgi per i crimini di guerra e contro l’umanità. Ma a causa delle pressioni internazionali dovute alle opposizioni di vari governi ad incriminare i propri leader, il parlamento belga rivide la legge riducendo di fatto l’universalità della competenza. La Corte di Cassazione del Belgio archiviò così le posizioni di Sharon e di altri politici mondiali.

Written by w.e.

Marzo 15, 2009 alle 6:16 pm

Pubblicato in Cinema

Fronte del banco #6

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di Mr Torrance

Dal tema di S. B.
“C’è soprattutto una cosa che non mi piace nella nuova riforma: il ritorno al voto in decibel.”

Written by w.e.

Febbraio 19, 2009 alle 12:06 pm

Pubblicato in Con brio

Numero verde

con 2 commenti

di W.E.

Sono alla Coop. Davanti allo scaffale dei deodoranti.
La scelta del deodorante non è facile. Anche quello che ti piace dopo un po’ non va più bene.
Solo che a volerli guardare bene tutti ci puoi perdere una giornata. Decido di eliminare la categoria degli spray (attenzione non i vaporizzatori, gli spray, quelli che si incendiano meglio). Ma prima di farlo mi cade l’occhio su un paio di prodotti Nivea, spray per l’appunto.
Colori pastello, disegni sfumati, la leggerezza e la delicatezza fatte spruzzo. Uno è blu, l’altro rosa.
Il primo recita in fondo a sinistra “con estratti oceanici”. Il secondo “con estratti di perla”.

Ora voglio solo chiedervi, nel caso in cui trovaste un numero verde della Nivea, di mandarmelo. Grazie.

Written by w.e.

Febbraio 7, 2009 alle 6:31 pm

Pubblicato in Con brio

Obama, facci un embargo

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di W.E.

DECRETO LEGGE ANTICOSTITUZIONALE
1. Napolitano non firma il testo del decreto legge del Cdm che recita così:
“In attesa dell’approvazione della completa e organica disciplina legislativa sul fine vita alimentazione e idratazione in quanto forme di sostegno vitale e fisologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi” – motivando la sua decisione con questa lettera.
2. Il Presidente del Consiglio decide di trasformarlo in disegno di legge che Schifani si affretta a far discutere in aula già lunedì. Le motivazioni che spingono il Presidente del Consiglio a volere a tutti i costi vietare la sospensione dell’alimentazione di Eluana Englaro sono i seguenti:
- Eluana è “una persona viva, che respira in modo autonomo, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici. Una persona che potrebbe anche avere un figlio”;
- Eluana è “in uno stato vegetativo che potrebbe anche variare, come diverse volte si è visto”;
- “Non mi volevo sentire responsabile di un’omissione di soccorso per una persona in pericolo di vita”.

Dice al padre: “Mi dicono che ha un bell’aspetto, funzioni attive, il ciclo mestruale…”

EMENDAMENTO SICUREZZA
L’emendamento sulla sicurezza presentato dalla Lega è passato al Senato con 154 sì e 135 no e 1 astenuto. Fra le altre cose, rende effettivo quanto segue:
1. la cancellazione della norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche;
2. il carcere fino a quattro anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale nonostante l’espulsione;
3. la tassa da 80 a 200 euro per il permesso di soggiorno;
4. la schedatura dei senza fissa dimora in un apposito registro;
5. l’istituzionalizzazione delle “ronde padane” (non armate grazie ad un emendamento di Casson).

Vedi titolo.

Written by w.e.

Febbraio 7, 2009 alle 5:47 pm

Compulsione da ipertesto

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di W.E.

Ieri sera, in casa, sperimentavo nuovamente l’assenza di corpi e, con un kebab da asporto in braccio – preso al volo uscendo tardi dall’ufficio –, mi godevo Nodo alla gola di Hitchcock. Dico. MA COME È POSSIBILE CHE NON L’AVESSI ANCORA MAI VISTO?
Ogni tanto devo mettere in pausa il video perché voglio indugiare qualche secondo in più su quella suspance perfetta. Ho paura che il film finisca troppo presto. Perché poi che faccio? Questa è in realtà la domanda che dopo mi ha fregato, e non perché abbia sentito la necessità di darvi risposta: in seguito, in modo del tutto naturale, una prima curiosità ne ha portate altre mille.

E dunque, dalla vera storia cui – prima il lavoro teatrale di Patrick Hamilton poi il film di Hitchcock si ispirano – quello che segue è stato il mio convulso percorso. Innanzitutto proprio qui ho trovato qualcosa che volevo correggere. Mannaggia. Sono ancora fuori da questo potente mezzo? Mi iscrivo. E faccio una modifica minore.
E studio un po’ le regole, il codice – l’avevo già fatto un tempo ma con meno interesse, e dunque senza averne facile memoria. Torno al punto. Finisco la storia. Torno indietro perché ricordo che voglio leggere questo. Lo leggo poi trovo un altro link ma dopo qualche ricerca scopro che c’è solo in inglese allora finisco qui. Interessante.

Divertente digressione.

Ritorno al punto. Ho proprio la curiosità di sapere quali…

Ma a questo punto mi viene un dubbio. Cavolo. Non ho ancora mai effettuato nessun atterraggio su QUESTO SITO! Com’è possibile? Ci vado. Butto l’occhio. Ah! L’occhio poi mi va sul menù a destra e su – incredibile – questo link, manco c’avessi fatto a posta. Non avevo neanche idea che esistesse.

Su questo sito trovo le seguenti definizioni relativamente ai seguenti film (ok ok cercati appositamente e provocatoriamente):
L’ORA DI RELIGIONE Inaccettabile/Fuorviante
LE FATE IGNORANTI Inaccettabile/negativo
ma soprattutto:
BRIAN DI NAZARETH Inaccettabile/AVVILENTE!!!!

Mi ricordo all’improvviso di non avere più notizie di questa simpatica e ammirevole iniziativa.
Le cerco. Ma su google, pagine che riportano mancate concessioni e stop ai bus sono già state misteriosamente cancellate. Mi inquieto. E poi leggo le vicissitudini direttamente qui. Leggo anche l’articolo di Paolo Flores d’Arcais sul battibecco tra Pellizzetti (Micromega) e UAAR. Mi piace molto.

Mi inquieto ancora. Senza ragione. E penso a quanta ragione aveva invece Philip d’inquietarsi.
E all’ingresso di James Stewart nella stanza.
E a Hitchcock piccolino, come una formica, che cammina per strada sotto i titoli di testa, senza che nessuno possa neanche solo pensare di poterlo scorgere.

Written by w.e.

Febbraio 4, 2009 alle 11:40 pm

Pubblicato in Con brio

Fleet Foxes

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di W.E.

Grazie ad amici molto più aggiornati di me in fatto di musica, vengo a scoprire diversi album pubblicati nel 2008 di gruppi mai sentiti nominare.
Come mi accade spesso, mi innamoro istantaneamente e irrimediabilmente di alcuni pezzi, devo dire senza ben trovare una razionale giustificazione.
Tra questi, i Fleet Foxes, band di Seattle, stanno quasi scandendo le mie giornate, in particolare con questo semplice bellissimo pezzo.
Tra gli atri: Bon Iver, The Hold Steady, the Walkmen, Vampire Weekend.

Written by w.e.

Gennaio 21, 2009 alle 9:13 pm

Pubblicato in Musica

Couchsurfing

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di W.E.

I social network sono ormai quotidiano argomento di conversazione nei contesti più disparati.
Giornali e riviste non fanno che pubblicare articoli sul tema. Non ricordo se fosse il Sole24ore o quache altro quotidiano che ha approntato addirittura una guida in più volumi per gli utenti di Facebook – il social network più frequentato, gettonato, studiato, chiacchierato.
Anche oggi su Repubblica due le questioni affrontate: la prima ha a che fare con l’ombra nera della crisi che avanzerebbe anche su questo settore; la seconda riguarda un gruppo di madri che ha lanciato una protesta contro la politica di Facebook relativa al divieto di pubblicare foto di donne che allattano.
Ora, non m’interessa discutere qui i pregi e/o i difetti di Facebook e affini, vorrei invece parlare di quello che io considero realmente un “social network” – ampliandone, forse in modo improprio, la definizione.
Couchsurfing è una rete di ospitalità gratuita che funziona tramite Internet.
Ormai molto conosciuta, con un gran numero di utenti, nasce nel 2003 dall’idea di un giovane del New Hampshire, che avendo la passione per i viaggi ha ideato un portale attraverso il quale è possibile ospitare ed essere ospitati semplicemente inviando una mail agli utenti della rete.
Il sistema, molto ben organizzato, prevede la creazione di profili molto dettagliati, nonché un modo di verificare e valutare il grado di disponibilità e serietà con cui i membri vi partecipano. La forza di questa rete è non solo quella di permettere a chi viaggia di avere un posto dove dormire senza spendere un soldo, ma soprattutto di conoscere i luoghi attraverso e insieme alle persone che li abitano, creando – parallelamente alla rete virtuale – una reale rete di contatti tra persone di diversi Paesi e culture. Consiglio, a chi ne avesse la possibilità, di entrare a far parte di questa rete. Si tratta, a mio avviso, di uno dei progetti più ambiziosi ed interessanti realizzati attraverso Internet, con una funzione sociale e culturale di grande portata.
Solo una volta, ormai un paio di anni fa, mi capitò di leggere un articolo pubblicato su un quotidiano italiano relativamente ai “surfers del divano”.
Ma si sa, le cose che funzionano non meritano mai troppa attenzione.

Written by w.e.

Gennaio 3, 2009 alle 7:34 pm