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Aria

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di Maria Bluette

Sono circa le 20. Ho parcheggiato l’auto. Ormai, e finalmente, sono di ritorno a casa. Il tratto che devo percorrere tra l’auto e la porta di ingresso è breve.
Quasi distrattamente mi avvio pensando a cosa preparare per cena, ma…cos’è che mi sorprende?
Ecco, sì, il vento! Stasera, fuori c’è il vento! Dopo giorni di pioggia in cui ci si muove a testa bassa o sotto l’ombrello, ecco questo vento quasi primaverile che mi risveglia, che mi ricorda che esiste anche il respiro della natura. Il mio respiro oggi è stato rinchiuso in ambienti di lavoro e in stanze familiari colme di ricordi, affaticato da pensieri, così capisco, ora, del perché della mia meraviglia: HO BISOGNO DI ARIA! Il vento mi ha parlato, mi ha risvegliato e mi ha detto: respirami.
Allora mi sono messa di fronte a quella apertura tra palazzi che porta fino al mare e, chiusi gli occhi, ho riempito la pancia, lo stomaco i polmoni, tutta me stessa di un profondo respiro di quell’aria che dal mare saliva fino a me e così per due e più volte.
E dunque nella sera, rinfrancata da questo vento, grata alla natura che ha voluto regalarmi un nuovo respiro per affrontare il domani (sentendomi anche un po’ imbarazzata pensando a chi mi avesse visto ferma lì per minuti), ho potuto riprendere serena la strada di casa.

Scritto da w.e.

marzo 17, 2011 a 3:47 pm

Pubblicato in Con brio

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