Archive for the ‘Con brio’ Category
Fronte del banco #6
di Mr Torrance
Dal tema di S. B.
“C’è soprattutto una cosa che non mi piace nella nuova riforma: il ritorno al voto in decibel.”
Numero verde
di W.E.
Sono alla Coop. Davanti allo scaffale dei deodoranti.
La scelta del deodorante non è facile. Anche quello che ti piace dopo un po’ non va più bene.
Solo che a volerli guardare bene tutti ci puoi perdere una giornata. Decido di eliminare la categoria degli spray (attenzione non i vaporizzatori, gli spray, quelli che si incendiano meglio). Ma prima di farlo mi cade l’occhio su un paio di prodotti Nivea, spray per l’appunto.
Colori pastello, disegni sfumati, la leggerezza e la delicatezza fatte spruzzo. Uno è blu, l’altro rosa.
Il primo recita in fondo a sinistra “con estratti oceanici”. Il secondo “con estratti di perla”.
Ora voglio solo chiedervi, nel caso in cui trovaste un numero verde della Nivea, di mandarmelo. Grazie.
Compulsione da ipertesto
di W.E.
Ieri sera, in casa, sperimentavo nuovamente l’assenza di corpi e, con un kebab da asporto in braccio – preso al volo uscendo tardi dall’ufficio –, mi godevo Nodo alla gola di Hitchcock. Dico. MA COME È POSSIBILE CHE NON L’AVESSI ANCORA MAI VISTO?
Ogni tanto devo mettere in pausa il video perché voglio indugiare qualche secondo in più su quella suspance perfetta. Ho paura che il film finisca troppo presto. Perché poi che faccio? Questa è in realtà la domanda che dopo mi ha fregato, e non perché abbia sentito la necessità di darvi risposta: in seguito, in modo del tutto naturale, una prima curiosità ne ha portate altre mille.
E dunque, dalla vera storia cui – prima il lavoro teatrale di Patrick Hamilton poi il film di Hitchcock si ispirano – quello che segue è stato il mio convulso percorso. Innanzitutto proprio qui ho trovato qualcosa che volevo correggere. Mannaggia. Sono ancora fuori da questo potente mezzo? Mi iscrivo. E faccio una modifica minore.
E studio un po’ le regole, il codice – l’avevo già fatto un tempo ma con meno interesse, e dunque senza averne facile memoria. Torno al punto. Finisco la storia. Torno indietro perché ricordo che voglio leggere questo. Lo leggo poi trovo un altro link ma dopo qualche ricerca scopro che c’è solo in inglese allora finisco qui. Interessante.
Ritorno al punto. Ho proprio la curiosità di sapere quali…
Ma a questo punto mi viene un dubbio. Cavolo. Non ho ancora mai effettuato nessun atterraggio su QUESTO SITO! Com’è possibile? Ci vado. Butto l’occhio. Ah! L’occhio poi mi va sul menù a destra e su – incredibile – questo link, manco c’avessi fatto a posta. Non avevo neanche idea che esistesse.
Su questo sito trovo le seguenti definizioni relativamente ai seguenti film (ok ok cercati appositamente e provocatoriamente):
L’ORA DI RELIGIONE Inaccettabile/Fuorviante
LE FATE IGNORANTI Inaccettabile/negativo
ma soprattutto:
BRIAN DI NAZARETH Inaccettabile/AVVILENTE!!!!
Mi ricordo all’improvviso di non avere più notizie di questa simpatica e ammirevole iniziativa.
Le cerco. Ma su google, pagine che riportano mancate concessioni e stop ai bus sono già state misteriosamente cancellate. Mi inquieto. E poi leggo le vicissitudini direttamente qui. Leggo anche l’articolo di Paolo Flores d’Arcais sul battibecco tra Pellizzetti (Micromega) e UAAR. Mi piace molto.
Mi inquieto ancora. Senza ragione. E penso a quanta ragione aveva invece Philip d’inquietarsi.
E all’ingresso di James Stewart nella stanza.
E a Hitchcock piccolino, come una formica, che cammina per strada sotto i titoli di testa, senza che nessuno possa neanche solo pensare di poterlo scorgere.
Conservazione
di W.E.
Finalmente abbiamo trovato una casa che fa al caso nostro. Certo anche qui alcune cose sono strane, tipo la stanza che i giovani padroni tengono per sé (dunque chiusa a chiave) per immagazzinare roba. Come se noi non ce n’avessimo. Ieri dallo scaffale che la mia coinquilina stava pulendo nel fondo è cascato un topo morto. Me l’ha rivelato a denti stretti mentre preparava la cena, ammettendo di averlo mollato nella scatola aperta in cui è precipitato. Allora oggi ho indossato un bel paio di guanti da lavoro e mi ha portato a vederlo. “È lì – mi fa restando sulla porta – quello giallo”. “Giallo?”. E vedo una carcassa di topo appoggiata sui cavi. Un topo imbalsamato, ve lo giuro. Giallo. Una mummia di topo. Rigido e secco. Lo piglio per la coda e poi gli tocco il corpo. Sembra di cartapesta. Secondo Rino è morto di vecchiaia. Secondo me di noia. O di paura. O di fame. O di un male brutto.
Gli ho fatto fare la stessa fine di quello che, ancora in carne, un anno fa il gatto ci regalò con amore.
E così, eccolo, un altro dei ricordi che mi porterò nella nuova casa. Varie prove di lancio, le serenate notturne e il topo mummia.
Overwhelming water
di W.E.
L’acqua ci sommergerà. L’acqua salirà financo al soppalco e affogheremo tutti. L’acqua e la sua inarrestabile forza ci sputeranno fuori da questa casa e saremo costretti a traslocare su un gommone.
Dopo averci allagato la cucina per due volte (una fuoriuscendo da un tubo con un filtro maffo e l’altra riempiendo misteriosamente la lavastoviglie rotta da mesi) ora si intrattiene placidamente all’interno dei lavabo e quando le va, anche nella tazza del cesso. Ma presto si stuferà e vorrà provare altri lidi.
Non abbiamo scampo.
Forse il prossimo post lo scriverò dalla fossa biologica.
No persone
di W.E.
Ho sempre lamentato alcuni atteggiamenti dei miei attuali padroni di casa.
Ma ora che devo andarmene, quasi mi stanno diventando simpatici.
Come mai? Perché per interposte persone (agenti immobiliari [brivido]) comincio a conoscere quelli che, potenzialmente, potrebbero diventare i miei nuovi locatori.
E mi accorgo che per me è pressoché impossibile affittare un qualsiasi appartamento.
Andiamo per esclusione (lasciando da parte, per una volta, il tasto più dolente: il prezzo):
- Appartamenti solo per studenti (periodi transitori).
- Appartamenti solo per nuclei familiari.
- Appartamenti solo per lavoratori dipendenti.
- Appartamenti solo per lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato.
- Appartamenti solo per nuclei familiari di lavoratori dipendenti.
- Appartamenti solo per nuclei familiari di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato.
- Appartamenti solo per operai (?).
- Appartamenti solo per referenziati (la mia domanda è: rientro nella categoria? Quand’è che uno è referenziato?)
- Appartamenti solo persone massima serietà (anche qui ho qualche dubbio: dov’è la soglia? Io comunque mi sa che non ci rientro).
- Appartamenti solo per referenziati massima serietà (l’impossibile).
- Appartamenti “no bambini, no animali, no fumatori…”.
Aspetto solo questo: “Bell’oggetto, appartamento finemente ristrutturato, bla bla bla…, NO persone“.
Con la lama tra i denti
di W.E.
W.E. soffre ultimamente di un male grave, riuscendo con difficoltà a sopperire alla mancanza di un elemento necessario alla sua vita quotidiana: l’ADSL (trovate qui i sintomi della malattia).
W.E. ringrazia coloro che nonostante non sia stato postato niente di nuovo da più di due settimane, continuano a navigare queste pagine.
W.E. promette che presto sarà di ritorno, per narrare dettagliatamente innumerevoli vicende, film visti, aneddoti ascoltati, e soprattutto per scrivere lungamente della sua incessante, dolorosa, agguerritissima battaglia con i gestori italiani di telecomunicazioni tutti.
S.Stefano
di W.E.
E con oggi mettiamo già fine al sonno pomeridiano sul divano, ai pranzi che durano fino all’ora di merenda, alle lunghe pause fatte di tè e di tisane, alle palpebre allentate che sorridono allo stomaco tronfio. Giornate sempre troppo brevi.
Nel frattempo abbiamo guadagnato una nuova soluzione al freddo che si chiama scaldamaterasso elettrico, abbiamo visto i figli cresciuti di amici lontani, i parenti tutti almeno da un lato e molte altre cose ancora.
Domani torneremo al computer e ai problemi della telefonia, non prima di aver congedato questo Natale con un ultimo, meritato, piatto di cappelletti in brodo.
San Antonio San Antonio
di W.E.
In Paraguay hanno la soluzione per le single disperate.
Ad un’amica che ci va spesso per lavoro, due ragazze, allarmate dal suo prolungato stato di zitellaggio, le hanno regalato una statuina di Sant’Antonio.
Pare che si debba tenerla a testa in giù (comunque in un ambiente di rispettosa e religiosa venerazione, ceri etc.) e ogni due per tre redarguire il santo con queste parole:
“San Antonio San Antonio, haz que encuentre novio.
Hasta que no me encuentres novio no te voy a poner bien!”
Una volta trovato il fidanzato, bisogna rimettere il santo dritto.
La mia amica gira con la statuina capovolta nella valigia, e quando le parla usa pure il dito a mo’ di minaccia.
Pare che già qualche seppur poco duraturo risultato il rito l’abbia dato.
Ma deve lottare duramente con la signora delle pulizie che ogni volta che le va a sistemare casa rimette il santo dritto.
Fronte del banco #5
di Mr Torrance
- Ragazzi, chi di voi sa dirmi chi ha scritto la nostra Costituzione?
- Forse io lo so…
- Dillo allora, non preoccuparti!
- Vittorio Gassman.

