Archive for the ‘Querimonie’ Category
Libero?
di W.E.
Dopo due lunghi mesi di battaglie con Libero Infostrada, scopro una chicca che forse per voi sarà cosa risaputa. Per me la ciliegina su una torta multistrato. Diciamo una ciliegina secca su un millefoglie rancido. Ovvero che se io, sfigatamente, ho un indirizzo di posta tiziocaio@libero.it, a prescindere dal nome utente dico, e non mi connetto con l’ADSL di Libero ma con quella di un altro gestore, non posso scaricare la mia posta dal client. Lo posso fare solo se mi connetto dial-up. Però Libero è così magnanimo da permettermi di controllare gratuitamente la posta dal web.
Grazie. Davvero troppo gentili.
Sul leggìo
di W.E.
Non si arriva all’ultimo momento per tirare via una lettura che tanto è una lettura, con il piglio da divo che non si è. Il pubblico non merita questa generazione fulminata di arroganti artisti sinistrorsi che campano sul loro nome perché sono stati in radio e televisione.
Non credo che la lettura teatrale – o lettura spettacolo o come si voglia chiamarla – abbia un qualche senso, a meno di mostri, o a meno di lavori complessi che vanno al di là dello scorrere le pagine sul leggìo. E tanto meno lo credo in questo caso.
Novamatik-Azk Giulia
di W.E.
Sab/26/MAG/2007 20:25:50.
Inserita la banconota (5 euro) e scelto il prodotto (Diana blu), la macchina infernale richiede “la carta”.
La carta?
Mi accorgo solo allora di una scritta laterale: “carte accettate: carta d’identità, codice fiscale, tessera sanitaria”.
Penso agli undicenni di oggi che ne dimostrano 20, di anni, e chissà quante volte hanno infinocchiato un tabaccaio.
Solo ieri ho conosciuto dei miei nipoti quattrenni che mi arrivano quasi all’ombelico.
Inserisco la carta d’identità (fortuitamente rinnovata da poco e quindi similbancomat) in tutte le 4 varianti dei versi possibili. Niente. Riprovo col codice fiscale. Niente.
Gentilmente, Novamatik-Azk Giulia mi propone uno scontrino bello bello, che dice che ho un credito di 5 euro in una tabaccheria dove forse rimetterò piede quando i miei nipoti saranno all’università.
Insetti
di W.E.
Vespa, nel senso di Bruno, si gongola nella presentazione di Million Dollar Baby, per ricordare ai telespettatori che poi andrà in onda il suo programma.
Dietro di lui un gigantesco fermo immagine da una scena del film: Maggie e Frankie in controluce che si stringono la mano.
Ti dici: Ah. Ma quindi Porta a Porta parlerà del film? Però. Strano. Bello. Magari me lo guardo.
A venti minuti dalla fine, durante la pubblicità ecco che riappare Vespa, serio e contrito, per svelare ai telespettatori l’argomento del programma (che dalla pellicola prende solo spunto).
Peccato che così facendo sveli anche il finale del film.
Era la terza volta che vedevo Million Dollar Baby, quindi per me poco male.
Ma mettendomi nei panni di chi non l’aveva mai visto, ho trovato quantomeno inopportuno e fastidioso l’intervento di Vespa – e qui beh, il suo cognome mi sembra fin troppo significativo.
Ok, la storia del film più o meno si conosce, si sa quello che succede etc.
Ma insomma comunque non si fa.
“Stasera parleremo di…”
Appare improvvisamente Hilary Swank che lo stende con un gancio destro.
E poi l’arbitro che conta:
“…8…9…10!!!” e con le braccia fa segno che il match è finito e che per il poverino non c’è più speranza.
Battaglie
di W.E.
Abbiate pazienza. Sto lottando aspramente con il foglio di stile di Kubrick.
Prima o poi l’avrò vinta e il blog tornerà ad assumere un’aria decente.
(finisce nella categoria “Querimonie”, perché anche se non lo sembra, lo è)
14 febbraio
di Lisa
Parliamone.
Da w.e. ho saputo che anche San Valentino è una festa commercializzata dagli americani. Come il Babbo Natale rosso della coca-cola.
Non è che prima, non sapendolo, fossi più compiacente.
Mai sopportato questa ricorrenza, come quella dell’8 marzo, nonostante quest’ultima venga da ben altri trascorsi (voglio dire, tutto il rispetto per le suffragette).
Certo, sarà la solitudine, saranno i punti del naso, sarà quel che sarà, ma oggi gli acquisti di fiori dell’ultimo minuto alla COOP di mariti/compagni costretti all’obbligo dell’accortezza amorosa mi hanno proprio messo una grande tristezza.
Non sarebbe meglio, la mattina del 15 marzo, trovare sul frigo un messaggio con scritto: “Ti amo come allora, come ieri e come ti amerò domani”?
Società tecnologiche
di W.E.
Uno dei sei maggiori gruppi bancari italiani ha ovviamente un servizio online che permette al cliente di sbrigare via computer le varie operazioni.
Nel momento in cui tenterete di attivare il servizio però, considerate che esiste una scadenza entro cui potete farlo.
Tre mesi, in effetti, che non è poco.
Ma non ve lo diranno.
Ma soprattutto non vi diranno che se usate un sistema operativo che non è Windows, o perlomeno che è Mac (non ho indagato per quanto riguarda Linux), non c’è modo di far funzionare la cosa a meno di usare Netscape.
Netscape?
E comunque, tutte queste informazioni in filiale non le sanno (non si sono posti neanche il problema finché qualche utente Mac non si è fatto vivo), dovrete leggere l’help online o chiamare il numero verde.
Proprio ieri vedevo l’intera pagina di un quotidiano con l’elenco di rivenditori italiani di Windows Vista.
Però, cavolo. Dico agli sviluppatori di questo servizio: dovreste sapere che non si può pensare che esistano solo Microsoft e Internet Explorer.
Netscape? Cose dell’altro mondo.

