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Archive for the ‘Incontri’ Category

Mare

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di W.E.

Quando cominciai a vivere lontano dal mare il mondo che approcciavo comportava troppe novità per non assorbirmi del tutto.
Poi fu sempre più normale vedere il mare poco tempo all’anno (e sempre meno spesso d’inverno); gli appuntamenti in acqua cominciavano a diventare preziosi; ne facevo un computo, come se fosse importante aumentarne il numero.
Ho sempre detto a tutti quelli che mi invidiavano il mare – o a quelli che come me, se ne erano allontanati – che in fondo non era poi stato così difficile abituarsi alla sua assenza. Lo dicevo con convinzione.
Se non che, durante un’estate particolarmente tranquilla e piacevole, mi è capitato di frequentarlo più volte, e di avere tutti i giorni la certezza che fosse lì a portata di mano: andavo ad assicurarmene ogni tanto, cercandolo dalla finestra e uscendo sulla terrazza a guardarlo.
Mi stupì l’aumento improvviso del battito cardiaco quando per errore pensai che stavo uscendo dall’acqua per l’ultima volta. E una mattina molto presto, mi fu impossibile continuare a dormire dopo aver deciso di rinunciare ad un ultimo incontro sul fare del giorno.
Così, mentre quell’estate andava spegnendosi, la distanza che mi separava dal mare mi sembrò all’improvviso inaccettabile.
Non riuscivo a pensare ad altro che al giorno in cui avevo deciso che lo avrei rivisto dalla mattina presto:  avrei potuto nuotarci dentro mille volte finché, anche il sole andando sott’acqua, sarebbe arrivato il momento di uscire.
L’amore con cui ho preparato quel nuovo addio ha reso più dolce il distacco.
Ma, sempre, mi manca senza rimedio, il mare che a tratti mi pare solo mio, dove tutto si ottunde, dove tutto è senza rumore e senza posa, e dove sempre il mio corpo trova la pace migliore.

Written by w.e.

dicembre 3, 2012 at 9:47 pm

Pubblicato su Incontri, Rielaborazioni

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Il Conte di Montecristo

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di W.E.

Ci sono dei momenti in cui, fortuitamente, le coincidenze portano a piacevoli scoperte.
Poco tempo fa un’amica continuava a dirmi, ogni volta che mi vedeva, quanto la sua lettura de Il Conte di Montecristo fosse entusiasmante. Sembrava quasi che il tempo passato senza il libro tra le mani per lei fosse tempo sprecato.
Non molto tempo dopo mi trovo a vederla, l’isola di Montecristo, a lasciarmela nell’orizzonte di foschia mentre su una barca a vela con degli amici cominciamo la traversata che ci porterà in Corsica.
La trama del romanzo di Dumas, in fondo, è stata per me sempre avvolta nella stessa foschia. Sì, la conosco a grandi linee, ma non l’ho mai conosciuta davvero. E non ho mai visto lo sceneggiato del 1966 col giovanissimo Giordana nei panni di Edmond Dantès, né il film per la tv con Gérard Depardieu.
L’estate prosegue e torno a casa dai miei genitori. Racconto a tavola del mio desiderio di leggere il romanzo, e mio padre il giorno dopo mi regala l’edizione della BUR, che guarda caso è in sconto. A quel punto l’avventura non può che cominciare.
Il titolo della prefazione, di Umberto Eco, è “Un romanzo mal scritto”. Non l’ho ancora letta, anche se mi incuriosisce parecchio. Lo farò alla fine delle 915 pagine che mi avvincono da ormai un mese (fortunatamente sono solo a pagina 204).
Mi succede, di giorno, che al passaggio distratto vicino al comodino, alla vista del libro, mi ricordo improvvisamente che altre pagine mi attendono quella sera. E’ come se la giornata, sul finire, mi riservasse un’ultima sorpresa, rendendo il momento già dolce del coricarsi ancora più foriero di premi.
Non me lo ricordo, ma mi sa che quando da bambini ci leggevano le favole la sensazione era proprio la stessa.
“E chi non l’ha mai letto, lo rilegga!” fu il lapsus di un vecchio professore.

Written by w.e.

settembre 15, 2011 at 10:33 pm

Pubblicato su Cotidie, Incontri, Libri

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